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Cura dei nostri Bijoux

Avere cura dei propri bijoux è il primo passo per garantirne la migliore durata nel tempo e goderne della loro bellezza.
Molta della bigiotteria che indossiamo è polimaterica, costituita quindi dall'accostamento di metalli, pietre dure, perle di vetro, polymer clay, componenti in resina... che rendono il gioiello molto più esposto a usura e incompatibilità con altre sostanze con cui ogni elemento potrebbe interagire. I piccoli accorgimenti che si possono adottare valgono anche per i metalli preziosi come l'oro e l'argento.
La prima cosa da fare è indubbiamente quella di non riporre i gioielli tutti insieme, per evitare che si graffino tra loro. È buona abitudine quella di destinare ad ognuno di essi un singolo sacchettino o una scatolina; questo, oltre ad evitarne graffi e conseguente opacizzazione delle superfici, protegge l'oggetto dagli agenti esterni.
Per i metalli (alluminio, rame, acciaio, placcati e non) le principali cause di ossidazione e creazione di macchie sono dovute al contatto con prodotti cosmetici, detersivi, profumi, creme, lacca, sudore e, in qualche caso, acidità fisiologica della pelle. Niente di insormontabile! Basterà indossare i bijoux dopo essersi fatte belle; preferire di indossare le collane, quando possibile, al di sopra dei tessuti, per evitare il diretto contatto con la pelle; non svolgere attività domestiche senza prima averli tolti.
Alcuni cambiamenti sono inevitabili... pensiamo alle pietre dure: il fatto di essere pietre naturali comporta, appunto, una naturale evoluzione nel tempo, che va dalla variazione cromatica, alla formazione di piccole crepature o ad un aumento della porosità della superficie, a seconda del tipo di pietra, ma anche, soprattutto, in base al tipo di cura e manutenzione che riserviamo loro. Basterà ogni tanto avvolgere e strofinare delicatamente il nostro gioiello in un panno morbido per ritrovarne la lucentezza che credevamo perduta! Meglio evitare l'acqua soprattutto per pietre porose o con fessure come il turchese, tanto meno l'acqua calda. Si può usare al massimo un panno leggermente inumidito con acqua fredda per lucidare le pietre a superficie liscia (agata, quarzo, tormalina) che possono risultare opache a causa del sudore o della polvere, magari se indossate solo nella stagione estiva.
Le perle di vetro (sfaccettate, bicono swarovski) rimangono inalterate nel tempo, ma corrono il rischio di scheggiarsi per l'attrito con altri oggetti, se non sono riposte singolarmente o a fronte di urti... decisi e decisivi!!.
I componenti in pasta polimerica spesso sono rivestiti con vernici a base d'acqua, perciò, come tutte le cose placcate o lucidate, è opportuno evitare graffi che potrebbero provocare il sollevamento della pellicola lucidante.
Per la pulizia più decisa, se non ci si accontenta del panno umido, generalmente è sufficiente una ciotola di acqua con sapone neutro e un panno morbido per asciugare il gioiello, dopo averlo immerso nell'acqua e averlo strofinato delicatamente tra le mani.
Personalmente sconsiglio questa tecnica di immersione in acqua sia per i bijoux realizzati con elementi in pasta polimerica che per quelli che presentano lavorazioni in tessitura (crochet, peyote e affini, embrodery), per ovvie ragioni: le perline potrebbero rovinarsi o rompersi; il filo di tessitura, bagnandosi, potrebbe alterare l'effetto della lavorazione, se non rompersi... e noi perlinatrici NON vogliamo che questo accada, vero?



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